RICOSTRUZIONE MAMMARIA

La ricostruzione mammaria si propone di ricreare una salienza ed un volume mammario nelle donne sottoposte ad interventi chirurgici per patologie mammarie benigne o maligne. L’ obbiettivo principale è quello di ottenere un aspetto naturale e simmetrico con l’ altra mammella. In base ai casi, l’ intervento può essere eseguito contestualmente alla mastectomia o in un secondo momento, dopo diverse settimane o anni. La ricostruzione mammaria può richiedere più di un intervento per ottimizzare la simmetria e per la ricostruzione del complesso areola – capezzolo. Esistono diverse tecniche tra cui la ricostruzione con espansori ed impianti mammari; lembo di Gran Dorsale; lembo TRAM e i lembi microchirurgici. La visita è necessaria per determinare quale sia la migliore opzione ricostruttiva per il paziente all’ interno di un algoritmo decisionale. In base alla tecnica decisa la ricostruzione potrà richiedere uno o più giorni di ricovero. Inoltre, il tempo ricostruttivo prevede la possibilità di adeguare e simmetrizzare l’altra mammella.

CHIRURGIA ONCOLOGICA CUTANEA

Gli epiteliomi (basocellulare e squamo cellulare) rappresentano le neoplasie cutanee più comuni, con > 400000 nuovi casi ogni anno. Sono più frequenti negli individui con carnagione chiara, esposti spesso al sole.
L’aspetto clinico e il comportamento biologico degli epiteliomi sono variabili. Possono infatti esordire con lesioni molto piccole, lucenti, solide o noduli quasi traslucidi; papule o noduli crostosi e ulcerati; placche piane, dure, di aspetto cicatriziale oppure come piccole papule o placche rosse, a margini netti, difficili da distinguere dalla psoriasi o da una dermatite localizzata. Molto spesso queste lesioni compaiono con papule lucenti, a crescita lenta e, dopo mesi o anni, appaiono circondate da un bordo lucido e perlaceo, con vasi ingorgati prominenti (teleangectasie) sulla superficie e ulcerazione centrale. Sono ricorrenti emorragie e comparsa di formazioni crostose, mentre la lesione continua la sua lenta evoluzione. Spesso, le lesioni alternano la fase crostosa alla guarigione, facendo diminuire la preoccupazione del paziente circa l’importanza della lesione stessa. La terapia radicale è perlopiù chirurgica e deve essere eseguita da uno specialista. L’aspetto clinico, la sede, l’estensione e i reperti istologici determinaneranno la scelta della tecnica chirurgica. Alcune forme recidivanti (che rappresentano il 5% circa del totale), i tumori estesi, i tumori ricorrenti a causa della localizzazione, i tumori sclerodermiformi a bordi sfumati, potrebbero essere trattati con la chirurgia di Mohs (escissione cutanea e contemporaneo controllo microscopico).

I MELANOMA

L’incidenza del melanoma è in netto incremento.
Il melanoma rappresenta il 5% (quinto tumore per incidenza relativa) di tutti i tumori nei maschi ed il 4% (settimo per incidenza relativa) nelle femmine. Il rischio di melanoma è correlato con l’esposizione ai raggi UV (soprattutto l’uso di lampade abbronzanti) e alla suscettibilità del fenotipo, al numero dei nevi benigni ed atipici, alla carnagione, al numero di scottature. La storia familiare di tumore della cute è altrettanto importante.

PATOLOGIA
Il dato patologico più importante riguarda lo spessore del tumore primitivo, e, nella nuova stadiazione AJCC 2009, il numero di mitosi per millimetri quadrati.
L’ulcerazione è anch’essa un fattore prognostico importante per i melanomi primari, laddove i livelli sierici di LDH rivestono di per sé, indipendentemente dalla sede di localizzazione delle metastasi, un significato prognostico nella malattia avanzata. Circa il 50% dei melanomi presenta mutazioni della chinasi BRAF, coinvolta nella attivazione di MAPK. Le mutazioni attivanti più frequenti di BRAF sono a carico dell’esone 15.

CARATTERISTICHE CLINICHE
Il melanoma si presenta generalmente come lesione cutanea pigmentata con bordi irregolari e di pigmentazione variegata. Lesioni cutanee che si modificano come forma, dimensioni, colore o comparsa di lesione cutanea ulcerata o sanguinante devono far sospettare la presenza di melanoma. I melanomi in fase precoce hanno spesso una presentazione similare a quella di un nevo benigno, fondamentale diviene l’analisi dermatoscopica.

DIAGNOSI DIFFERENZIALE/STADIAZIONE
Ogni lesione cutanea sospetta deve essere asportata completamente ed analizzata. Per la definizione microscopica del tumore primitivo è fondamentale in particolare la determinazione dello spessore e del numero di mitosi/mm2, nonchè la presenza di ulcerazione. La classificazione corrente AJCC comprende lo spessore, il numero di mitosi per mm2 e la presenza o meno di ulcerazione del tumore primitivo, il numero dei linfonodi interessati e il loro tipo di coinvolgimento (micro o macroscopico).

TERAPIA CHIRUGICA
Tutti i melanomi devono essere asportati con un’escissione, la cui ampiezza è correlata con le caratteristiche del primitivo. I margini di escissione devono essere determinati in base allo spessore della lesione primitiva. In pazienti con lesioni di spessore < 0,76 mm con almeno una mitosi per mm2 e linfonodi clinicamente non evidenti è necessaria la biopsia del linfonodo sentinella, per spessori >0,76 mm si esegue sempre la ricerca del LS. Per i pazienti con adenopatie regionali evidenti o linfonodo sentinella positivo deve essere praticata la dissezione linfonodale completa se tecnicamente fattibile. Il ruolo della chirurgia è importante in casi selezionati di pazienti stadio IV.

CHIRURGIA POST BARIATRICA

Questo tipo di chirurgia è finalizzata al trattamento degli inestetismi causati dai forti dimagrimenti in seguito a chirurgia bariatrica o chirurgia dell’obesità. Tali procedure che si occupano del trattamento chirurgico dei pazienti affetti da obesità patologica, determinando una perdita di peso significativa nel lungo termine e offrendo una notevole riduzione del rischio di mortalità e di sviluppo di nuove patologie associate (comorbidità), vengono ad essere completate dal rimodellamento del corpo, che diventa elemento sempre più importante e integrato nella terapia dell’obesità. La chirurgia plastica post-bariatrica mira a ripristinare l’ equilibrio morfofunzionale distrettuale e globale del profilo corporeo attraverso degli interventi che possono interessare tutti i distretti corporei coinvolti nel processo di dimagrimento definiti di Body-Contouring, con effetti positivi anche sull’autostima del paziente stesso. I pazienti candidati agli interventi Post-Bariatrici sono coloro che hanno raggiunto un peso ideale e stabile nel tempo dal almeno 6 mesi – 1 anno. Spesso fortemente motivati a ristabilire un profilo corporeo armonioso che il forte dimagrimento ha ulteriormente peggiorato e deturpato. Verranno discusse le strategie terapeutiche più appropriate, spiegando i vantaggi e gli svantaggi delle diverse possibilità identificando le procedure più appropriate per la condizione e gli obiettivi di ciascun paziente.
Le procedure chirurgiche utilizzate sono:

Brachioplastica (Lifting delle braccia): quando è presente un eccesso di cute e tessuto adiposo che interessa le braccia.
Mastopessi: nelle donne, quando è presente una ptosi mammaria, cioè uno scivolamento verso il basso delle mammelle con notevole eccesso cutaneo.
Mastoplastica riduttiva: nelle donne, quando è presente uno sviluppo eccessivo delle mammelle, ipertrofia mammaria o gigantomastia.
Trattamento della ginecomastia: negli uomini, quando è presente un aumento di volume delle mammelle associato a cute eccedente, d’ aspetto quasi femminili.
Lifting superiore e inferiore della schiena: quando è presente un eccesso di cute e tessuto adiposo che interessa la regione scapolare, lombare e/o sacrale.
Lifting superiore del corpo: è possibile trattare mediante un’unica procedura chirurgica le alterazioni presenti a livello delle mammelle, delle braccia e della porzione superiore della schiena.
Addominoplastica: quando è presente un eccesso di cute e tessuto adiposo a livello addominale come un vero e proprio grembiule.
Addominoplastica circonferenziale: quando oltre all’eccesso di cute e tessuto adiposo a livello dell’addome sono contemporaneamente interessati anche i fianchi, la regione lombare e sacrale.
Lifting delle cosce o crurale: quando è presente un eccesso di cute e tessuto adiposo che interessa la superficie mediale delle cosce.
Lifting trasversale delle cosce e dei glutei: quando è presente un eccesso di cute e tessuto adiposo che interessa i fianchi, la regione lombare e sacrale, la superficie laterale delle cosce e dei glutei.
Lifting circonferenziale delle cosce: quando le alterazioni della superficie mediale sono associate ad un’importante lassità cutanea della superficie laterale delle cosce, dei glutei, della regione lombare e sacrale.
Lifting inferiore del corpo: quando oltre all’addome, i fianchi, la regione lombare e sacrale è presente un’importante lassità cutanea della superficie laterale delle cosce.
Liposuzione: è frequentemente usata in associazione a tali interventi per aumentare la lassità dei tessuti molli, consentendo: una resezione cutanea più ampia e più semplice; la riduzione di massa di tessuto adiposo e il rischio di liponecrosi; la preparazione di un piano per la resezione dei tessuti molli nel rispetto della rete linfatica profonda; la possibilità di trattare alcuni casi di lipodistrofia in particolari regioni anatomiche; ottimizzare il risultato finale degli interventi chirurgici per il rimodellamento del profilo del corpo. In alcuni casi selezionati, per pazienti con eccesso di tessuto adiposo e buona qualità della cute, che non presentano una lassità cutanea importante, la liposuzione può essere usata come procedura singola per il rimodellamento del profilo del corpo, senza cioè essere associata alle procedure di exeresi e sutura. Abitualmente la prima zona che i pazienti preferiscono migliorare è l’addome, seguita dalla porzione superiore del corpo, mammelle e braccia, e come ultimo il rimodellamento delle cosce. In alcuni casi, quando il paziente non presenta altre malattie associate, è possibile trattare contemporaneamente durante la stessa operazione più zone del corpo.

PIEDE DIABETICO

Nella gran parte dei soggetti, soprattutto di età avanzata, il diabete comporta, nel corso degli anni, l’insorgenza della neuropatia diabetica (alterazione progressiva della sensibilità) che unita all’arteriopatia degli arti inferiori (ostruzione dei vasi periferici) potrebbe evolvere fino al quadro di piede neuroischemico. In questo stadio è frequente la comparsa di ulcere e ferite di difficile risoluzione, con grave rischio di contaminazione e sovrainfezione batterica che, se non trattate con appropriatezza e tempestività, potrebbero rendere necessari trattamenti chirurgici invalidanti, fino all’amputazione dell’arto. E’ importante l’inquadramento multidisciplinare di questo tipo di patologia per poter trattare precocemente l’insorgenza di queste temibili complicanze.

CHIRURGIA DELLA MANO, ARTO SUPERIORE E INFERIORE

La chirurgia degli arti è in grado di trattare le malattie che causano dolore o che compromettono la loro funzione, forza e sensibilità. La chirurgia si propone di restituire la normale funzione delle dita e degli arti colpiti da trauma, affetti da patologie degenerative infiammatorie croniche e di correggere le anomalie presenti alla nascita. Nello specifico trattiamo: Sindrome del tunnel carpale, Morbo di Dupuytren, Tenosinovite di De Quervain, Sindrome del tunnel cubitale, Rizoartrosi, Dito a scatto, Angiodisplasie della mano e Alluce valgo.

INFEZIONI DELL’OSSO

Le infezioni osteoarticolari (osteomieliti) rappresentano uno dei problemi più gravi e complessi della chirurgia traumatologica e ricostruttiva dei nostri giorni con una incidenza in costante aumento. I pazienti con osteomielite cronica sono prevalentemente giovani e rappresentano nell’ economia sociale un problema molto significativo. La nostra attività si articola in: inquadramento diagnostico; iter terapeutico; trattamento riabilitativo.

CHIRURGIA DELLA CALVIZIA

Prevede l’ autotrapianto delle unità follicolari bulbo pilifere di solito prelevate dalla regione occipitale.
Attraverso un microscopio operatore vengono selezionate le unità da trapiantare nelle regioni desiderate.
Si eseguono nelle stessa seduta circa 700 – 1000 impianti.
È possibile trattare la tonsura fronto – parietale (golfi), frontale, e del vertice.